14 Days 13 Nights
Benin, Ghana, Togo
12
8
Specifiche
adatto alle famiglie con figli di 16 anni
Pensione completa
21/02, 14/03, 14/11 2026
Per persona in camera doppia.
€ 5880/ND/ND
Ghana – Togo – Benin: L’oro degli Ashanti riti e cultura
I luoghi della tratta degli schiavi verso le Americhe con i castelli di Elmina e di Cape Coast, i tam tam dei tamburi e i canti tribali che ancora oggi risuonano nelle notti stellate, i riti vudù, le spiagge selvagge e le foreste pluviali. Si va nell’ex Costa d’oro, la porzione d’Africa occidentale che fu colonia britannica. Si va alla scoperta del Ghana e dei vicini Togo e Benin. Si va per capire la storia, per incontrare popoli come gli Ashanti, i Somba e i Taneka, tra guaritori, adepti in stato di trance e sacerdoti vestiti di pelli di capra che sovrintendono le cerimonie di iniziazione. Ma si va anche alla scoperta delle realtà contemporanee partecipando a serate musicali, incontrando gli artisti delle avanguardie locali. L’Africa dei villaggi e quella delle città, come la moderna Accra o la vibrante Lomé, importante centro di raccolta di arte tribale.
Lungo la costa del Golfo di Guinea il Vudù, ed i culti di questa religione, sono praticati ancora quotidianamente: parteciperemo a cerimonie, incontreremo guaritori ed adepti in stato di trance. Assisteremo a differenti uscite di maschere, il tutto accompagnato dal ritmo dei Tam Tam, da danze e da una vivace partecipazione locale. Nelle savane del nord visiteremo sulle montagne gli isolati villaggi Taneka che praticano ancora le iniziazioni sotto l’autorità dei sacerdoti vestiti solamente di una
pelle di capra; le popolazioni Somba, che vivono in grandi case patriarcali, veri castelli d’argilla che per la loro bellezza hanno ispirato i nostri architetti d’avanguardia. Nelle stesse regioni assisteremo al lavoro dei fabbri che, come all’alba dell’era del ferro, battono il metallo arroventato usando delle grandi pietre come incudine e martello ed i danzatori che in stato di trans masticano le braci e le ingoiano. Passeggeremo in un villaggio abitato da… streghe. Raggiungeremo poi la città di Kumasi dove sperimenteremo lo splendore della cultura ashanti. Sulla costa atlantica del Ghana, fra spiagge selvagge, lunghe file di palme da
cocco che proteggono minuscoli villaggi di pescatori e grandi piroghe, scopriremo, quasi a contrasto, degli imponenti castelli. Elmina e Cape Coast sono le più vaste ed antiche costruzioni Europee in Africa sub-sahariana, risalenti al XV secolo: da questi luoghi venivano imbarcati gli schiavi per le Americhe.
La nostra scoperta di questi interessanti paesi dell’Africa Occidentale non si limiterà agli aspetti storici, tribali e tradizionali. Incontreremo le realtà più vibranti dell’Africa contemporanea. Un itinerario ricco ed emozionante. Fra storia e antropologia vivente, alla scoperta di culture africane autentiche, in coincidenza con una grande festa tribale e con -come sfondo- la lussureggiante natura d’Africa. Accompagnati da guide con approfondita conoscenza di luoghi e popolazioni, il tutto in confortevoli veicoli e nelle migliori sistemazioni alberghiere possibili
Gallery
L'ORO DEGLIK ASHANTI, RITI E CULTURA
L'ORO DEGLIK ASHANTI, RITI E CULTURA
L'oro degli Ashanti, riti e cultura
Durata 14 giorni / 13 notti
Persone minimo 8 massimo 12
Partenze 15 Novembre 2025 e 21 Febbraio, 14 Marzo e 14 Novembre 2026
Perché scegliere questo viaggio
- Accompagnatore dall'Italia Esperto sulle destinazioni
- L'itinerario consente di esplorare aree molto diverse tra loro (foreste pluviali e zone aride, zone montuose e costiere, villaggi e savana) di Ghana, Togo e Benin
- Si entra in contatto con popolazioni molto diverse tra loro e si partecipa alle loro cerimonie e ai loro riti
- Festa di maschere Geleda e Egun
- Cerimonia vudù e danza del fuoco
- Si visitano i castelli di argilla del nord, patrimonio UNESCO in Togo e Benin
Voli: Voli di linea scelti per questo itinerario sono operati da BRUSSELS AIRLINES, la compagnia di bandiera belga. Segnaliamo che sono possibili eventuali cambiamenti di orari e aeromobili non dipendenti dalla nostra volontà e che potrebbero determinare modifiche all'itinerario di viaggio. Segnaliamo anche che, per motivi operativi e di disponibilità, potrebbe essere necessario utilizzare un'altra compagnia aerea, garantendo sempre voli di linea
Mappa
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Itinerario del viaggio
Itinerario
Itinerario Expand All
1° Giorno -
Milano - Accra
Partenza da Milano con volo di linea per Accra, con scalo internazionale. Arrivo in serata e trasferimento in hotel. Cena libera.
Pernottamento (La Villa boutique hotel)
2° giorno
Da Accra a Cape Coast, i castelli della tratta
Interessante città africana, in rapida evoluzione, Accra ha saputo conservare un’identità, che si riflette nei quartieri moderni, come anche in quelli vecchi, dove si moltiplicano le attività tradizionali. I verdeggianti quartieri amministrativi, composti da eleganti ville della prima metà del Novecento, ci ricordano che questa fu la più prosperosa delle colonie britanniche d’ Africa Occidentale. Visiteremo il quartiere dove vivono e operano i fabbricanti di sarcofagi, dalle forme “fantasy”. Questi incredibili prodotti artigianali dai colori sgargianti hanno forme assolutamente inusuali: frutti, animali, pesci, vetture, aeroplani… il solo limite è l’immaginazione e la fantasia dei futuri occupanti…tutto il resto è possibile. Iniziata in Africa, questa forma d’arte è approdata presto nei musei e oggi è apprezzata da collezionisti di tutto il mondo, le bare realizzate qui potrebbero rappresentare l’occupazione del defunto o raffigurare qualcosa che era importante per loro. Ci dirigiamo quindi verso il Museo Nazionale, con una breve sosta a Black Star Square che ospita il monumento all'indipendenza e in Piazza Indipendenza, dove si tengono le cerimonie più importanti e dove si trova la fiamma della liberazione africana, accesa dallo stesso Kwame Nkrumah nel 1961. Il Museo ci offre un'eccellente panoramica della cultura dell'Africa occidentale. Da qui pariamo per Cape Coast. Dopo pranzo visita del castello costruito dagli Svedesi nel 1653 ma che fu poi conquistato da Danesi, Olandesi, una tribù locale ed infine dai Britannici, che ne fecero il loro quartiere generale fino alla fine del XIX secolo. Riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità, accoglie ora un interessante museo sulla tratta degli schiavi. Da qui partirono migliaia di schiavi catturati localmente durante le guerre tribali e destinati alle piantagioni delle Americhe. La cittadina, prima capitale della colonia britannica, conserva le tracce del passato coloniale. Sulle spiagge circostanti, i pescatori perpetuano tecniche di pesca ancestrali, sfidando le furie dell’oceano per strapparvi abbondanti raccolte di pesce. Pensione completa. Pernottamento in hotel, situato sulla cost
3° giorno
Elmina e le remote comunità dell'interno
Si parte presto per Elmina, un nome legato alla storia dell’Africa, per godersi la vista delle numerose barche da pesca colorate che portano il loro pescato ogni giorno nel porto, centinaia di grandi piroghe colorate che tutti i giorni affrontano l’oceano. I vicoli di quest’antico villaggio di pescatori ci faranno respirare un’atmosfera vivace ed unica. Visitiamo il Castello di San Giorgio, patrimonio dell'UNESCO, il più antico edificio coloniale esistente nell'Africa sub-sahariana, risalente al 1482, quando Cristoforo Colombo e Bartolomeo Diaz approdarono qui con dodici caravelle per costruire un castello sotto l’autorità portoghese. I luoghi scelti erano legati alla possibilità di acquisto della polvere d’oro. Così ebbe inizio la storia d’Elmina: un castello, un porto, un villaggio, che oggi festeggiano il record di oltre cinque secoli di continui contatti e commerci tra africani ed europei. Nel corso della sua storia è stato utilizzato inizialmente come fattoria fortificata per rifornire di verdure, frutta ed acqua potabile le navi che facevano rotta lungo la via delle Indie, e nello stesso tempo come base per l’acquisto della polvere d’oro, dell’avorio, e dei legnami pregiati. Il castello nel 18° secolo il castello raggiunse la sua estensione attuale quando divenne uno dei principali centri di raccolta degli schiavi da inviare nelle Americhe. C'è un museo informativo all'interno del quale si concentra la storia locale. Dopo il nostro tour camminiamo per una breve distanza per visitare i costruttori di tradizionali barche da pesca in legno, il cui design non è cambiato nei secoli e nemmeno gli strumenti e i metodi utilizzati per costruirli. Al termine partiamo in direzione nord verso la regione Ashanti del Ghana dove ci immergiamo nella vita locale delle remote comunità di Bonkro e Breku. Le raggiungiamo per il pranzo, preparato nel villaggio dal nostro chef locale. La maggior parte dei ghanesi vive in comunità remote, praticando un’agricoltura di sussistenza o lavorando in aziende agricole che coltivano cacao, olio di palma, agrumi o alberi della gomma. Lavoriamo con questa comunità per proteggere l’ambiente circostante, la foresta pluviale dell’Alta Guinea con le specie di uccelli e mammiferi in via di estinzione che la abitano. Attraverso il turismo responsabile è stata costruita anche una scuola che accoglie oltre 300 bambini. E si sponsorizzano anche squadre sportive locali e l’apprendistato di giovani che non hanno frequentato la scuola per consentire loro di lavorare e diventare autosufficienti. Partecipare alle attività locali e alloggiare in loco aiuta anche questi progetti e la comunità in generale.Dopo pranzo, incontriamo il rappresentante della comunità per la cooperativa Kuapa Kokoo, una organizzazione commerciale che garantisce ai suoi membri coltivatori di cacao un buon prezzo per il prodotto che coltivano e vendono lavorando duramente e promuove il lavoro delle donne nel mondo degli affari. Il 44% del cioccolato Divine, uno dei marchi di cioccolato in più rapida crescita nel mondo, proviene da qui. Qui incontriamo alcuni contadini e le loro famiglie scoprendo come la cooperativa stia migliorando le loro condizioni di lavoro, vietando anche il lavoro minorile e garantendo che la voce delle donne sia ascoltata. Una visita a una delle fattorie locali di cacao è d'obbligo, per imparare anche come lo usano i locali. A piedi percorriamo la breve distanza dalla fattoria del cacao alla foresta pluviale che stiamo proteggendo in quest'area. L’obiettivo è aumentare l'area della foresta pluviale e compensare il carbonio piantando 3 specie di alberi autoctoni. In serata ci uniamo agli abitanti dei villaggi circostanti per guardare un film africano nel nostro cinema all'aperto. Un'esperienza meravigliosa con la gente del posto. Pensione completa. Pernottamento in semplice guesthouse nel villaggio
4° giorno
Il regno degli Ashanti e Kumasi
Si continua in direzione nord verso Kumasi, nel regno degli Ashanti. Iniziamo visitando alcune delle antiche comunità famose per la produzione di tessuti locali, nei villaggi di Adanwomasie e e Ntonso. La nostra prima tappa è Adanwomasie, il luogo di nascita del ricco e colorato tessuto Kente e dove si producono alcuni dei migliori tessuti Kente del Ghana, molti dei quali sono esclusivi solo di questa regione. Passeggiamo nella comunità, interagendo con la gente del posto, le cui famiglie hanno tessuto kente da generazioni, giocando un ruolo importante nella storia di questo bellissimo manufatto. Impariamo la storia che si nasconde dietro i numerosi disegni e vediamo al lavoro gli abili tessitori che utilizzano ancora telai tradizionali. L'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ha avuto un disegno a lui intitolato chiamato "Clinton Kente", come riconoscenza per il rispetto da lui mostrato alla nazione durante la sua visita di stato in Ghana all’epoca della sua carica. Proseguiamo per l’'antico villaggio di Ntunso, luogo di origine dei tessuti e dei simboli adinkra. Questi tradizionali simboli hanno tutti un significato e sono intagliati in gusci di zucca per essere poi stampati su stoffa tradizionale utilizzando coloranti naturali ricavati dalla corteccia di alcuni alberi locali. Ancora oggi la maggior parte degli Ashanti indossa abiti adinkra per funerali, feste e altre occasioni importanti. Impariamo i significati dietro i vari simboli per creare la nostra striscia di stoffa adinkra. Arriviamo infine a Kumasi, capitale storica e spirituale dell’antico Regno degli Ashanti. Il popolo Ashanti fu una delle “nazioni” più potenti dell’Africa fino alla fine del 19th sec., quando gli Inglesi decisero di annetterla alla loro colonia chiamata Gold Coast. Gli onori ancora oggi resi all’Asantehene (il Re) testimoniano del passato splendore e della perenne potenza Ashanti. Oggi Kumasi, con circa 3 milioni di abitanti, è una città molto dinamica. Pranzo al ristorante Jofel, il cui proprietario ha avviato l'attività da oltre 20 anni e ora ha diverse filiali in tutto il paese. Jofel serve un'ampia varietà di prodotti locali e piatti internazionali. Nel pomeriggio visita del palazzo Manhyia, sede dell’Asantehene, re degli Ashanti e sovrano del potente regno Asanteman. Il museo al suo interno offre un'affascinante escursione attraverso la storia di questa potente tribù, con interessanti informazioni sulla cultura Ashanti. Si prosegue dal centro commerciale di Adum, dove la maggior parte dei ghanesi fa acquisti, fino al mercato di Kejetia, uno dei più grandi mercati all’aperto dell’Africa occidentale. Il mercato è un labirinto di bancarelle annidate una accanto all'altra e un alveare di attività, ed offre una bella occasione per sperimentare la vita quotidiana degli abitanti della città. In serata, possibilità di riposarci nel nostro alloggio oppure di andare in città a sperimentare la vita notturna e la musica locale a Kumasi. Pensione completa.
5° giorno
La regione del Volta
Presto al mattino ci dirigiamo verso la regione del Volta. Pranzo lungo il percorso prima di arrivareal villaggio di Krobo per incontrare una delle famiglie che lavorano le perle tradizionali del Ghana. Il popolo Krobo è rinomato per la sua tradizione nella lavorazione di gioielli fatti con perline, tradizione che risale indietro di parecchi secoli. e sarebbe meraviglioso vedere e imparare in prima persona. La famiglia ci spiega l'importanza storica delle perle e l'antico processo utilizzato per realizzarle e ci assiste nella realizzazione dei nostri gioielli. Le perle sono culturalmente un simbolo di ricchezza e bellezza qui in Ghana e sono ancora utilizzate durante i tradizionali durbar e le feste, ma la maggior parte delle donne ghanesi le indossa quotidianamente. Il nostro viaggio continua verso Akosombo, sul fiume Volta. Sistemazione in hotel, situato in bellissima posizione. Scendiamo al fiume per una crociera tra colline e foresta, circondati da un affascinante scenario. Rientro al tramonto. Pensione completa.
6° giorno
Passaggio in Togo, la foresta di Kpalimé
Ci dirigiamo verso il confine con il Togo. Sosta alle bellissime cascate Ote, ancora nella regione del Volta, per godere della natura circostante e sgranchirsi un po’ le gambe prima di arrivare a Ho, capitale della regione, per pranzo. Attraversiamo quindi il confine, entriamo in Togo e proseguiamo per il villaggio di Kalimé. Qui effettuiamo una bella passeggiata sul monte Klouto. La biodiversità in questo luogo è incredibile, e la guida locale ci aiuta ad identificare le diverse piante medicinali e ci spiega come vengono utilizzate dalla gente del posto, tra una moltitudine di farfalle colorate. Un tour a piedi nella comunità conclude la giornata. Pensione completa.
7° giorno
Sokodé e la danza del cavallo
Partiamo verso nord verso la parte probabilmente più bella dell'Africa occidentale. Durante il nostro viaggio ci fermiamo in uno dei mercati locali di Atakpame dove pranziamo. Il nostro viaggio continua per arrivare a Sokodé nel primo pomeriggio. Qui assistiamo alla danza del cavallo, davvero unica, eseguita dall’etnia che abita questa regione. La danza è energica e spettacolare, solo i migliori guerrieri possono sfilare e ballare con i loro cavalli, mostrando i loro poteri e la gestione esperta del loro cavallo, ed è un modo per esibire il loro trionfo sui nemici e allo stesso tempo per onorare gli antenati. Da qui si prosegue per Kara. Pensione completa.
8° giorno
Il nord del Togo e i castelli d'argilla
Partiamo presto per la visita ai tessitori tradizionali di Fugu di Bafilo. Il tessuto tradizionale nel Togo settentrionale è diverso dal Kente, stoffa originaria del sud del paese. Veniamo accolti da una delle famiglie che tessono Fugu da generazioni e seguiamo il processo di realizzazione di tanti bellissimi disegni. Lo stile, il colore e il design sono unici di questa regione. Da qui continuiamo il nostro percorso per avventurarci in una remota comunità per essere testimoni dell'antico metodo tradizionale di fusione del ferro. Conosciamo il processo di produzione, dall’estrazione dalla terra fino alla realizzazione finita di un utensile pronto per la vendita al mercato. Sembra di tornare all’Età del Ferro, la tecnica non è cambiata e le condizioni di lavoro sono ancora difficili. E la nostra esperienza è proprio autentica. Dopo pranzo partenza per Koutammakou, il paese dei Batammariba, un sito patrimonio mondiale dell'UNESCO, una meraviglia raramente visitata. Il Togo nord-orientale è sicuramente uno dei più splendidi paesaggi africani ed offre meravigliose opportunità fotografiche. Mentre viaggiamo possiamo ammirare scenari mutevoli, villaggi locali e persone che svolgono la loro attività quotidiana. All'arrivo a Koutammakou incontriamo le popolazioni locali, imparando a conoscere la loro vita quotidiana, visitando le loro case tradizionali e sperimentando cosa vuol dire vivere in queste antiche strutture. Le incredibili case di fango (Takienta) della comunità locale di Batammariba sono uniche in questa regione dell'Africa occidentale e riflettono la struttura sociale con credenze tradizionali. La forma ricorda i castelli medievali in piccole dimensioni. Rappresentano uno dei più interessanti esempi di architettura tradizionale africana. Le case d’argilla sono costruite a mano, strato dopo strato, aggiungendo palle di fango e modellandole secondo la planimetria tracciata sul terreno.. Le abitazioni rappresentano la cosmogonia della religione animista di queste popolazioni: il piano terra, buio, rappresenta la morte ed è il luogo degli antenati; il secondo piano, aperto al cielo, rappresenta la vita ed è il luogo dove le nonne tengono i neonati fino alla scoperta di quale antenato è tornato in vita attraverso il corpo del neonato. Tutto – famiglia, cibo e scorte – è mantenuto all’interno della casa fortificata, per ragioni di sicurezza in caso di attacchi. Per secoli, infatti, queste popolazioni hanno cercato rifugio sulle montagne Atakora per scappare dalle razzie dei commercianti di schiavi Musulmani che arrivavano dal nord.Dopo un pomeriggio trascorso con la gente del posto, continuiamo il nostro viaggio attraverso il confine con il Benin per raggiungere Natitingou. Pensione completa.
9° giorno
Le popolazioni del nord, Peulh e Somba
Questa mattina visitiamo un villaggio di Fulani, chiamati anche Peulh, una popolazione normalmente nomade. Le comunità Fulani sono visitate raramente e la cultura locale differisce notevolmente da quella degli altri gruppi etnici in questa parte del Benin. Incontriamo una famiglia e trascorriamo con loro la mattinata ascoltando come sono arrivati ??a stabilirsi qui; visitiamo le loro fattorie e le loro proprietà imparando la struttura familiare e i ruoli maschili e femminili. Sperimentiamo la produzione del formaggio locale e imparando la quotidianità dei pastori di questa remota comunità. Ci lasciamo quindi alle spalle i Fulani per incontrare un’altra popolazione, i Somba, che vivono anch’essi in questa regione del Benin nordoccidentale. La struttura delle loro case, immutata da secoli, è estremamente originale. Con il permesso accordatoci dagli anziani, entriamo in queste case per meglio capire lo stile di vita degli abitanti. Le abitazioni rappresentano la cosmogonia della religione animista di queste popolazioni: il piano terra, buio, rappresenta la morte ed è il luogo degli antenati; il secondo piano, aperto al cielo, rappresenta la vita ed è il luogo dove le nonne tengono i neonati fino alla scoperta di quale antenato è tornato in vita attraverso il corpo del neonato. Una volta identificato l’antenato, i bambini sono fatti scendere dal terrazzo. Tutto – famiglia, cibo e scorte – è mantenuto all’interno della casa fortificata, per ragioni di sicurezza in caso di attacchi. Per secoli, infatti, queste popolazioni hanno cercato rifugio sulle montagne Atakora per scappare dalle razzie dei commercianti di schiavi Musulmani che arrivavano dal nord. ll popolo Somba è noto per i tradizionali rituali di cicatrizzazione del corpo che vengono praticati ai bambini dai 2 ai 3 anni. Questi segni vengono utilizzati per identificare la tribù di appartenenza e ulteriori cicatrici vengono lasciate più avanti nella vita per indicare avvenimenti diversi, quali la disponibilità al matrimonio, il raggiungimento della pubertà o dopo la nascita del bambino. Un pranzo in un piccolo ristorante locale vicino alle comunità è una bella esperienza. Dopo pranzo incontriamo una famiglia locale che produce burro di karitè biologico. All'arrivo veniamo accolti dal capofamiglia e guidati dove le noci di karitè vengono lavorate. Le noci di karité vengono utilizzate tradizionalmente per molti scopi, dall'olio da cucina, alla crema per il corpo, alla crema per i capelli ed è ottimo anche per guarire tagli e ridurre cicatrici e smagliature. Siamo accompagnati attraverso l'intero processo dalla raccolta alla produzione del burro e all'estrazione dell'olio. L'albero è protetto in diverse zone di questa regione ed è un'importante fonte di reddito per molte persone in questa zona. Ritorniamo quindi a Natitingou per la visita del museo regionale, dove sono illustrati la storia, le tradizioni e la vita del popolo Somba, per una comprensione più profonda della cultura delle comunità visitate. Pensione completa.
10° giorno
I villaggi Taneka e la collina dei feticci
Raggiungiamo gli antichi villaggi Taneka, situati alle pendici dei monti omonimi. Questi villaggi sono composti da capanne rotonde dai tetti conici e protetti al centro da vasi di terracotta. La parte superiore dei villaggi è abitata dai sacerdoti dei feticci, abbigliati con pelle di capra, e dai giovani iniziati. Pare che i primi abitanti, d'origine Kabyé, abbiano occupato la montagna nel IX secolo d.C. Da allora altre popolazioni si sono unite a loro formando una specie di melting-pot. Ogni gruppo ha conservato i propri culti ed i propri riti d'iniziazione, e nello stesso tempo hanno creato istituzioni politiche e religiose comuni. Mentre si cammina tra case a tetto conico, su viuzze delimitate da pietre lisce, capita d'incontrare giovani e adulti con il capo raso, semi nudi. Si preparano alle celebrazioni iniziatiche. I Taneka considerano che per «fare» un uomo ci vuole tempo, pazienza e numerosi sacrifici rituali. Un processo lungo tutta un'esistenza, a tal punto che la vita stessa diventa un rito di passaggio. Continuiamo il viaggio verso sud, con sosta per pranzo lungo il percorso. Sostiamo presso il feticcio di Dankoli, importante luogo di culto vudù. La presenza di diversi bastoncini di legno ricorda l’innumerevole serie di preghiere che sono state rivolte al dio locale per soddisfare i bisogni della vita di tutti i giorni: un buon raccolto, un felice matrimonio, un parto senza problemi, una promozione scolastica…. Una volta esaudita la preghiera, il richiedente torna sul luogo del feticcio per sacrificare ciò che aveva promesso: un pollo, una mucca, una capra. Le tracce di sangue, olio di palma che cospargono il feticcio provano che tante persone hanno visto la loro preghiera esaudirsi. Proseguimento per Savalou. Pensione completa.
11° giorno
Le maschere Gelede e Abomey
Continuiamo il viaggio verso sud visitando il villaggio di Cove. Al nostro arrivo siamo ufficialmente accolti da alcuni membri della comunità locale e condotti attraverso la comunità verso un'area aperta all'esterno del villaggio. Sono presenti gli anziani e i capi tradizionali, che vanno salutati prima di ogni altra cosa. I gruppi etnici locali qui sono Yoruba e Nago, emigrati dalla Nigeria diversi secoli fa. L'eccitazione dei locali cresce nell’attesa dell'arrivo delle maschere Gelede, le persone si riuniscono e i tamburi iniziano a suonare all'inizio della spettacolare performance. La danza con le maschere Gelede è legata alla Madre Terra, alle stagioni e ai suoi riti agricoli, per propiziare la fertilità dei campi e delle genti, unica e vera condizione di gioia e serenità per tutta la comunità. Colori, movimenti, tamburi e folla si fondono in una sola vivace coreografia. Maschere dalle movenze di marionette raccontano storie a carattere morale e umoristico per l’educazione e il divertimento dei villaggi. Per i non iniziati quello che risalta è il lato burlesco delle pantomime messe in scena dalle maschere: solo gli iniziati ne conoscono gli aspetti simbolici e i segreti. Al termine proseguiamo il viaggio e poco prima di giungere ad Abomey visitiamo le abitazioni sotterranee di Agongointo-Zoungoudojusta, scoperte di recente (1998). Scoperte durante la costruzione della strada, si ritiene che queste abitazioni risalgano al XVI secolo, al regno del re Dakodonou, il secondo re di Abomey. Si pensa ne esistano diverse centinaia, costruite a 10 metri sottoterra, usate per proteggere la gente del posto dai predoni di schiavi. Eccoci quindi ad Abomey, città nota soprattutto per la sua importanza storica, dato che fu capitale del regno di Dahomey, fondato nel 17° secolo e caduto con l’occupazione francese. Il Regno del Dahomey stabilì le basi del proprio potere su uno stato permanente di guerra che gli permise di catturare prigionieri da rivendere come schiavi. L'esercito reale era formato anche da truppe femminili, che si caratterizzavano per l'audacia e la bellicosità. Visita dello spettacolare Tempio del Camaleonte e quindi continuazione per Ouidah. Pensione completa.
12° giorno
Ganvié, il villaggio su palafitte, e il vudù
In mattinata, con una barca a motore coperta attraversiamo il Lago Nokwe e raggiungiamo Ganvie, il più vasto villaggio palafitticolo del continente africano. Questa antica comunità di oltre 30.000 abitanti vive in strutture costruite su palafitte poggiate pali in legno di tek sul lago e fu fondata nel XVI secolo dal popolo Tofinu in fuga dai cacciatori di schiavi. La pesca è l’attività principale di questa popolazione il cui isolamento ha permesso di conservare abitudini e regole arcaiche. Sulle piroghe si scandisce la vita quotidiana. E’ con la piroga che gli uomini vanno a pesca e sulla piroga le donne espongono le merci al mercato galleggiante ed i bimbi giocano.. È arrivato il momento di sperimentare una tradizionale cerimonia Kokou cerimonia, così importante per gli abitanti della zona. La cerimonia Kokou è molto potente e gli spiriti locali si impadroniscono degli adepti che cadono in una profonda trance durante la cerimonia. Dopo pranzo si ritorna sulla terraferma e si prosegue verso Ouidah. Ouidah è considerata la capitale del vudù africano. In questa città, antico porto del traffico negriero dalle rare architetture afrobrasiliane, coabitano uno di fronte all'altro, in perfetto sincretismo, il tempio dei pitoni e la cattedrale cattolica. La lentezza dei personaggi inondati dal sole... il battito lontano delle onde sulla spiaggia... il ritmo dei tamburi sembrano riportare l'eco mormorante delle colonne di schiavi imbarcati su queste spiagge. Un'atmosfera fuori del tempo. La presenza vudù è ovunque. La maggior parte delle persone in Benin lo pratica ancora attivamente con una stima di oltre il 75% della popolazione che pratica riti vudù in aggiunta alla fede cristiana o islamica. Il vudù fu portato nelle Americhe e nei Caraibi durante l'era della tratta degli schiavi, motivo per cui la maggior parte delle persone la associa ad Haiti, ma il rito nasce qui. Ci aspetta una esperienza autentica: la gente del posto si raduna in attesa dell'arrivo di Zangbeto, tradizionali guardiani voodoo della notte. Zangbeto rappresenta gli spiriti non umani, le forze della natura e della notte che hanno abitato la terra prima dell’arrivo dell’uomo. I portatori delle maschere hanno un’identità indipendente, una vita propria e, secondo le credenze locali, sono animate dagli spiriti. L’uscita di Zangbeto è una gran festa per il villaggio, che beneficia della protezione degli spiriti e tiene lontane le presenze minacciose. Torniamo in hotel per un po’ di relax prima di ripartire per assistere all’antica danza del fuoco, eseguita tradizionalmente in occasione di feste e avvenimenti speciali. Al centro del villaggio un gran fuoco illumina i illumina i volti dei partecipanti, che danno avvio alle danze al ritmo incalzante dei tamburi. I danzatori in stato di trance si lanciano nelle braci, le prendono in mano e in bocca, se le passano ovunque sul corpo senza riportare alcuna bruciatura né dare segno di dolore. Coraggio? Autosuggestione? Magia? Difficile spiegare una tale performance. Forse sono proprio i feticci che proteggono contro il fuoco. Rientro in hotel al termine. Pensione completa.
13° giorno
Ouidah, la città afro-brasiliana. Partenza per l'Italia
Oggi visitiamo il museo storico di Ouidah e la foresta sacra, che consiste in rappresentazioni delle divinità dei re e dei fondatori di Ouidah, per terminare con il tempio sacro del pitone. Pranzo in hotel prima della partenza per Cotonou. All'arrivo ammiriamo la statua eretta in onore delle Amazzoni del Dahomey, alta 30 metri e passeggiamo nella piazza principale, per poi ammirare un muro colorato con una superficie di 2.000 metri quadrati e una lunghezza di quasi un chilometro: si tratta del murales più lungo d’Africa, un’opera realizzata da 24 artisti provenienti da Benin, Togo, Burkina Faso, Francia, Finlandia e Senegal. Chiamato “Il muro del patrimonio” l’opera i cui graffiti ruotano intorno al tema “patrimonio e potenziale del Benin”, è un’opera dai mille colori che presenta diverse sfaccettature e raffigura situazioni e personaggi emblematici del Benin. Da qui proseguiamo per l'Arte Center e il Dantokpa Marche, uno dei mercati all’aperto più grandi dell’Africa occidentale. Cena in ristorante prima del trasferimento in aeroporto per il volo di rientro.
14° giorno}
Milano
Arrivo a Milano e fine dei nostri servizi. Considerando la natura del viaggio, alcune parti potrebbero essere modificate per cause imprevedibili e sulla base di decisioni dello staff locale. La guida farà il possibile per attenersi al programma originale.
FAQ
FAQ Expand All
Quali documenti occorrono?
Per entrare in tutti e tre i paesi è obbligatorio il passaporto con scadenza di almeno 6 mesi dopo il rientro in Italia.
Per tutti e tre i paesi è obbligatorio il Visto da richiedere ai seguenti link:
https://rome.mfa.gov.gh) https://voyage.gouv.tg/ per il Ghana ed il Togo per il Benin va richiesto all'Ambasciata del Benin a Parigi (competente per l’Italia), 87 Avenue Victor Hugo - 752116 Parigi. Telefono: +33 145 009882, +33 142 223191. Almeno una settimana prima della partenza.
In Ghana tutti i viaggiatori saranno soggetti al rilevamento delle impronte digitali ad ambo le mani e nel contempo con apposita fotocamera digitale verrà scattata una fotografia a mezzobustoQuali vaccinazioni sono richieste?
E obbligatoria la vaccinazione contro la Febbre Gialla, molgto consigliata la profilassi antimalarica, per qualsiasi dubbio consultare il proprio medico di famiglia o andare sul seguente link https://www.viaggiaresicuri.it/home
Che differenza di orario c'è?
Ghana e Togo sono 2 ore indietro rispetto all'Italia, il Benin solo 1 ora indietro rispetto all'Italia
Posso pagare con carta di credito?
La valuta del Ghana si chiama cedi ghanese. Il suo simbolo è ₵, e il suo codice internazionale è GHS.
La valuta è suddivisa in 100 pesewas, abbreviato in Gp. La valuta del Ghana comprende banconote e monete, suddivise nei seguenti tagli:- Banconote da ₵5 , ₵10 , ₵20 e ₵50
- Monete da 1 Gp , 5 Gp , 10 Gp , 20 Gp , 50 Gp e ₵1.
Consigliamo di portare con te i contanti: in particolare, gli euro e le sterline inglesi sono le valute più accettate. Ricorda che è obbligatorio dichiarare alla dogana la valuta posseduta, e che l’esportazione di valuta locale è vietata. Esclusi gli alberghi e ristoranti con clientela internazionale che si trovano ad Accra, la capitale, i pagamenti con le carte di credito, infatti, sono accettati raramente. In particolare, le carte che fanno parte del circuito VISA sono molto più accettate con maggiore frequenza rispetto a quelle del circuito MasterCard. Se devi prelevare denaro agli sportelli automatici, ricorda che puoi prelevare soltanto con le carte di credito e non con le carte di debito (bancomat). La maggior parte degli sportelli ha un limite di prelievo giornaliero: potrai prelevare un determinato importo al giorno con un’unica transazione. Infine, spesso sono previste delle tasse per i prelievi internazionali di contanti presso gli sportelli automatici. Ti consigliamo, prima di partire, di verificare se la tua banca ha eventuali accordi o convenzioni con banche del Ghana per evitare questa tassa.
Quante ore di volo ci sono?
Informazioni
Informazioni
Info Quote
Info Quote
La quota comprende
- Voli internazionali Milano / Accra e Accra / Milano
- Assistenza negli aeroporti di arrivo e partenza in Ghana
- Trasferimenti e visite in minibus / microbus
- Guide locali (parlanti inglese, francese)
- Tour e visite come da programma
- Pernottamenti negli hotel indicati o similari, in camere standard
- Pensione completa dalla prima colazione del giorno 2 al pranzo del giorno 13
- Acqua minerale durante le visite e i trasferimenti
- Ingressi ai parchi, concessioni, aree protette e siti di interesse culturale
- Tutte le tasse locali
- Esperto dall'Italia al raggiungimento del numero minimo di partecipanti previsto
La quota non comprende
- Visti d'ingresso € 215
- Spese ottenimento visto € 60
- Tasse aeroportuali e fuel surcharge € 350
- Pasti e / o escursioni diverse da quanto non specificato nel programma
- Acqua minerale e / o altre bevande durante i pasti
- Facchinaggio
- Spese personali per foto e video
- Mance per autisti, guide, cuochi e staff hotel
- Qualsiasi spesa di natura personale
- Tutto quanto non riportato alla voce "la quota comprende"











